Quanto è resistente un pezzo stampato in 3D? La prova alla pressa: legno massello contro UL-LFAM
Nel video Breaking Rules mettiamo sotto una pressa idraulica una trave di legno massello e un pannello sandwich stampato con il metodo UL-LFAM: il legno si spezza a 1,5 tonnellate, il pannello stampato arriva a 2 tonnellate e torna in forma.
“Sì, ma che materiale usate? Quanto è resistente?” Sono le due domande che ci fanno più spesso i cantieri, e la seconda merita una risposta che si possa guardare. Per questo abbiamo girato Breaking Rules: due minuti sotto una pressa idraulica, con lo stesso punzone, la stessa luce tra gli appoggi e un contatore di tonnellate in sovrimpressione. Da una parte una trave di legno massello, il materiale strutturale che tutti conoscono. Dall’altra un pannello sandwich stampato con il nostro metodo UL-LFAM.
Primo round: il legno massello
La trave di legno flette in modo regolare fino a circa 1,3 tonnellate. A 1,5 tonnellate cede: si sente lo scricchiolio, le fibre si aprono e la trave resta piegata. È la rottura tipica del legno, fragile e definitiva: una volta superato il limite, il pezzo non torna indietro.

Secondo round: il pannello stampato in 3D
Il pannello NUGAE è un sandwich: un’anima stampata con nervature cave di pochi millimetri di parete, laminata con pelli in fibra. Sotto lo stesso punzone flette molto di più del legno, ma non si rompe: a 1,6 tonnellate la prima spinta si ferma e il pannello torna in forma. Seconda spinta, stesso pezzo: 0,3, 0,9, 1,4 e infine 2 tonnellate, con la stessa risposta elastica.

Cosa dice davvero questo test
È una dimostrazione, non una prova di laboratorio: serve a rendere visibile una differenza di comportamento, non a certificare un valore. La lettura corretta è in due punti.
- Prestazioni paragonabili a un sandwich composito classico. Un’anima stampata in 3D, laminata, lavora come lavorano i pannelli in balsa o schiuma che i cantieri usano da decenni. I numeri misurati in laboratorio, con provini normati e confronto diretto con un sandwich in balsa, sono nello studio pubblicato con il Politecnico di Milano: stessa rigidezza, circa il 10% di peso in meno.
- Una risposta molto più resiliente sotto sforzo. Dove il legno si spezza, l’anima a nervature si deforma e recupera. Per un pezzo che vive a bordo, tra urti, vibrazioni e carichi ripetuti, la tolleranza al danno conta quanto la resistenza di picco.
Perché è importante per la nautica
Per anni la stampa 3D di grande formato è stata associata a pezzi pesanti, fragili, buoni per i prototipi. L’anima stampata brevettata da NUGAE nasce per fare l’opposto: gusci e strutture leggere, rigide e robuste, pensate per essere laminate e installate su barche vere. Il portellone di poppa per una barca a vela di 13 metri, la deriva di ricambio per un catamarano e la seduta strutturale presentata al JEC World 2026 sono la stessa idea del video, in scala reale.
Se avete un componente da rendere più leggero senza rinunciare alla robustezza, raccontatecelo: il modo migliore per rispondere alla domanda “quanto è resistente?” è provarlo sul vostro pezzo.
Video
Fonti
Hai un componente da rendere più leggero, più veloce o senza stampo?
Mettici alla prova)
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