‹ Tutte le news
10 domande aIntervistaRicercaNautica

10 domande a... Andrea Ratti

Professore Associato al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, da oltre trent'anni si occupa di nautica e compositi avanzati. Ha risposto alle nostre dieci domande: il progetto NEMO, la permanenza della tecnica e la prossima moto, stampata in 3D.

Andrea Ratti, Professore Associato al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano

1. Chi sei e cosa fai? Presentati in due righe.

Andrea Ratti, Professore Associato presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Mi occupo di formazione e ricerca in campo nautico e nel settore dei compositi avanzati da oltre 30 anni.

2. Che rapporto hai con le cose che si progettano e si costruiscono?

Per sapere progettare bisogna sapere costruire, il che non significa semplicemente conoscere la tecnica costruttiva di riferimento, ma saperlo fare concretamente. Le mani sono il migliore strumento per pensare, per capire e, quindi, per innovare.

3. Come hai incontrato NUGAE?

La conoscenza dei co-founder di NUGAE risale ancora prima della costituzione della società, li conosco bene e perciò tengo d’occhio quello che fanno sin da quando erano piccoli.

4. Cosa hai pensato la prima volta che hai visto un pezzo stampato in 3D di quelle dimensioni?

Finalmente qualcuno che ha capito il significato di quanto scriveva Guido Nardi sul concetto di “permanenza della tecnica”*, ne ha fatto tesoro e lo ha superato.

* Guido Nardi, architetto e docente di Tecnologia dell’architettura al Politecnico di Milano, ha descritto come le tecniche costruttive tendano a persistere anche quando nuovi materiali e strumenti renderebbero possibile un modo diverso di progettare e costruire.

5. Qual è stato il tuo progetto, o il tuo incontro, con NUGAE? Raccontalo come lo racconteresti a un amico.

Racconterei l’ultimo. Sviluppato nell’ambito del programma PNRR (progetto NEMO, presentato al Salone Nautico di Genova 2024) in cui, grazie al supporto di NUGAE, siamo riusciti a spiegare al mondo nautico che le nuove tecniche di produzione aprono non solo opportunità di produrre manufatti compositi performanti, leggeri, con economie e tempi prevedibili, ma soprattutto preludono a scenari e a nuovi modelli di approccio al progetto che permetteranno e al tempo stesso daranno vita a nuovi modelli di utilizzo degli spazi abitativi di bordo.

6. Qual è stata la cosa che ti ha sorpreso di più?

Riuscire a ottenere i risultati superando con naturalezza e intelligenza gli imprevisti.

7. Cosa ti aspettavi e non è successo, o cosa non ti aspettavi ed è successo?

Stante i risultati raggiunti mi sarei aspettato una attenzione da parte del mercato e del comparto imprenditoriale più reattivo, mentre non mi aspettavo un livello di interesse extra-settoriale così importante.

8. Se dovessi spiegare a un bambino perché questa tecnologia è diversa, cosa gli diresti?

In genere quando pensi di realizzare qualcosa separi un primo momento ideativo da una successiva riflessione sulla fattibilità e/o sulla tecnica che ti potrà consentire di realizzarla. Con questa tecnologia sai in partenza che lo potrai fare e quindi pensi più liberamente, senza condizionamenti di ordine morfologico, tecnologico, funzionale…

9. Cosa ti piacerebbe vedere stampato in 3D domani?

La mia prossima moto.

10. Completa la frase: “Ho scelto NUGAE perché…”

Perché hanno trovato un perfetto equilibrio tra creatività, competenza e follia.

Andrea Ratti firma con Francesco Belvisi di NUGAE e Massimo Piccioni lo studio sui pannelli compositi stampati in 3D pubblicato sul Journal of Marine Science and Engineering. Le altre ricerche sono nella pagina Ricerca e pubblicazioni.

Video

NUGAE – la presentazione del divano Wally100 al Salone Nautico di Genova 2024 · Il video viene caricato da YouTube solo quando premi play.

Fonti

Hai un componente da rendere più leggero, più veloce o senza stampo?

Mettici alla prova